Covid, tanti ciclisti in strada poco esperti. Il decalogo per ridurre il rischio di sinistri stradali

“Con la Fase 2 del Covid molti riprendono biciclette spesso lasciate nelle cantine: approfittando del bel tempo e dell’impossibilità di poter fare altro, in strada, specie sui lungomari delle coste laziali, si rivedono nonni, papà, mamme e bambini in bicicletta, come mai visti in precedenza. E la differenza tra un ciclista esperto ed un ciclista ‘Covid’ la si vede subito, non solo nell’abbigliamento tecnico, ma per la mancanza sulle biciclette di alcuni dispositivi fondamentali, come campanello o luci o di comportamenti che in generale potrebbero causare sinistri stradali pericolosi per la loro salute, trasformando una giornata di divertimento in una possibile tragedia.” ha dichiarato Alessandro Marchetti, Presidente dell’ANASPOL-Associazione Nazionale Agenti Sottufficiali Polizie Locali da sempre impegnata nella sicurezza stradale.

“Innanzitutto occorre chiarire” ha aggiunto Guglielmo Marchetti, Segretario Provinciale di Roma del SULPL, Sindacato Unitario Lavoratori Polizie Locali “che i ciclisti non sono pedoni, in quanto le biciclette sono veri e propri veicoli. Ad esempio, salvo non vi sia una corsia specifica, non possono circolare sui marciapiedi, né andarsene tranquillamente contromano, non dovrebbero, proprio per la tutela dei pedoni, neanche attraversare la strada sulle strisce sopra le bici, salvo che ovviamente la conducano a mano !”

“Abbiamo cosi deciso” hanno concluso i rappresentanti di Anaspol e Sulpl “anche alla luce dei bonus per l’acquisto delle due ruote previsti dal Governo, di scrivere 10 regole e suggerimenti per ricordare ai ciclisti meno esperti come si va in strada, per la loro e altrui sicurezza. Non manca la raccomandazione per gli automobilisti di prestare molta attenzione e prudenza soprattutto quando circolano vicini o in prossimità delle biciclette e, nel contempo, raccomandiamo i Comuni di aumentare la presenza di piste ciclabili nelle città.”