I Medici per l’Ambiente contrari alla costruzione e al funzionamento di impianti a biogas

Chiara presa di posizione dell’ISDE secondo i quali” il biogas prodotto dalla digestione anaerobica, presenta notevoli rischi ambientali e sanitari”. Lo fanno scrivendo ai cittadini che si stanno opponenfo alla biogas di Anzio.

All’attenzione della SIGN.RA SONIA FEDERICO
Rappresentante dei cittadini di Anzio che abitano attorno alla Centrale Biogas.

L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente o Isde Latina si dichiara contraria alla costruzione e al funzionamento di impianti a biogas, rifacendosi alla “Position Paper”
dell’ISDE Italia, secondo la quale la FORSU(Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani) deve essere gestita secondo la gerarchia di priorità individuata dalla U.E., privilegiando la Prevenzione (autocompostaggio) e il Riciclaggio/Recupero di materia (compostaggio aerobico).
La digestione anaerobica, come quella dell’impianto di Anzio, che è finalizzata al recupero di energia, è da considerare scelta di secondo livello, rispetto al compostaggio aerobico, in quanto la combustione del biogas prodotto dalla digestione anaerobica, presenta notevoli rischi ambientali e sanitari legati alla presenza di batteri patogeni, ad alte concentrazioni di metalli pesanti e composti organici tossici con successiva contaminazione del suolo, della catena alimentare ed emissione di inquinanti in atmosfera, tra cui alcuni cancerogeni certi per l’uomo (diossine, formaldeide, benzene
ecc.) ed odori nauseabondi.
Per tale motivo tale pratica costituisce un rischio per la salute, soprattutto degli
abitanti che si trovano nei territori limitrofi a tali impianti. Il Comitato Scientifico dell’ISDE ha elaborato alcune proposte:
1) Razionalizzazione dei consumi (eliminazione degli sprechi), che deve
interessare tutti i cittadini
2) Il Rispetto e l’Incentivazione della gerarchia dei rifiuti prevista dalla
normativa Comunitaria e Statale.
3)L’eliminazione di qualunque forma di incentivazione economica ad
impianti che utilizzino processi di combustione dei rifiuti e viceversa
l’incentivazione di tutte le iniziative, volte a promuovere la riduzione della produzione dei rifiuti, quali la disincentivazione commerciale dei prodotti usa e getta e dell’uso di imballaggi, incentivazione della
vendita “alla spina”, centri per la riparazione e il riuso, compostaggio
domestico, tecniche di separazione alla fonte di materiali, anche attraverso campagne informative ed educative, agevolazioni fiscali ed incentivi di avvio per forme imprenditoriali finalizzate al recupero di
materia.
4)Adeguati sistemi di raccolta differenziata porta a porta
5)un’efficace
separazione a monte della frazione organica, che va destinata al
compostaggio (domestico e industriale. 6)Realizzazione di adeguati
impianti alternativi a discariche e ad inceneritori, finalizzata a preferire
il recupero di materia, rispetto a quello di energia(impianti di
compostaggio aerobico tradizionali).
7) Privilegiare le risorse
rinnovabili (sole, vento, piogge, moto ondoso marino).

Cordiali saluti
Dott. PASQUALE MILO
Presidente Associazione ISDE Latina