“Esprimiamo profonda e motivata preoccupazione per la gestione amministrativa e per quella che riteniamo una grave carenza di trasparenza all’interno della ASL Roma 6”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, Rete NoBavaglio, Coordinamento Antimafia Anzio e Nettuno e Reti di Giustizia – Il Sociale contro le Mafie APS.
“Desta forte allarme e sconcerto – prosegue la nota – il silenzio sulla richiesta di accesso agli atti presentata formalmente per fare luce sulla gestione dei subappalti nei comuni di Anzio e Nettuno. L’istanza è stata avanzata per verificare la regolarità delle procedure e contribuire a prevenire eventuali rischi di infiltrazione della criminalità organizzata. A oggi, non risulta pervenuto alcun riscontro da parte degli enti competenti.”
Le associazioni evidenziano inoltre preoccupazione per una recente nomina dirigenziale all’interno dell’azienda sanitaria.
“Il profilo della figura individuata accresce le nostre perplessità – si legge nella nota – poiché, secondo quanto riportato da fonti di stampa, il dirigente sarebbe stato condannato in primo grado per peculato e abuso d’ufficio. Si tratta di una sentenza non definitiva, rispetto alla quale valgono le garanzie previste dall’ordinamento.”
Le associazioni concludono chiedendo “l’immediata ostensione degli atti relativi ai subappalti, chiarimenti urgenti da parte della Direzione della ASL Roma 6 e un intervento ispettivo della Regione Lazio e degli organi competenti. Non permetteremo che sulla sanità pubblica cali il bavaglio.”
Rete NoBavaglio
Coordinamento Antimafia Anzio e Nettuno
Reti di Giustizia – Il Sociale contro le Mafie APS



