Pedagogia in GioCo
Rubrica pedagogica a cura della maestra Giorgia Costantini
“Ma quanto litigate?” –
L’estate, i fratelli e quel mestiere complicato di crescere insieme
Arriva l’estate e con essa la tanto attesa libertà.
Niente sveglie all’alba.
Niente corse per arrivare in orario.
Niente compiti da controllare ogni sera.
“Tutti a casa!”
Che bello.
O forse no.
L’estate ha il potere di rallentare il tempo e di riportare alla memoria immagini che sembravano dimenticate: il giallo paglierino dei campi di grano, le balle di fieno sparse nelle campagne, il canto instancabile delle cicale, i pomeriggi infiniti trascorsi sul terrazzo o in cortile.
Per molti bambini, però, l’estate significa anche un’altra cosa.
Condividere ogni istante con i propri fratelli o sorelle.
Se durante l’anno la scuola, gli amici, gli impegni e le diverse età creano naturalmente spazi e distanze, nei mesi estivi tutto cambia.
Ci si ritrova insieme.
Sempre.
Mattina, pomeriggio e sera.
Ed è proprio lì che iniziano i conflitti.
Il fratello maggiore che desidera i propri spazi.
Il più piccolo che cerca attenzioni e sogna di essere coinvolto.
Chi si sente escluso.
Chi si sente costretto.
Chi vorrebbe essere grande.
Chi vorrebbe semplicemente essere lasciato in pace.
Dietro molti litigi si nascondono bisogni profondi che bambini e ragazzi non sanno ancora esprimere con le parole.
Il desiderio di appartenenza.
La ricerca di autonomia.
La gelosia.
L’ammirazione.
La paura di non essere abbastanza importanti.
La necessità di sentirsi visti.
Eppure è proprio dentro queste relazioni, spesso così rumorose, che si costruiscono alcune delle competenze emotive più importanti.
Tra fratelli si impara ad aspettare.
A negoziare.
A difendere il proprio punto di vista.
A tollerare le differenze.
A chiedere scusa.
A riparare un litigio.
A condividere spazi, tempi e attenzioni.
Naturalmente questo non significa lasciare che tutto accada senza l’intervento degli adulti.
I conflitti vanno accompagnati.
Le modalità aggressive vanno corrette.
Le umiliazioni vanno fermate.
Le emozioni vanno accolte e nominate.
Ma il litigio, di per sé, non rappresenta un fallimento educativo.
Spesso è il linguaggio imperfetto attraverso cui bambini e ragazzi imparano a stare in relazione.
L’estate amplifica tutto.
Le vicinanze.
Le differenze.
Le rivalità.
Ma amplifica anche le occasioni per conoscersi davvero.
Il compito degli adulti non è eliminare ogni conflitto.
È creare un clima di fiducia e dialogo in cui ciascun figlio possa sentirsi visto, ascoltato e rispettato nella propria età e nei propri bisogni.
Perché dietro molti litigi si nascondono domande che non trovano ancora voce.
E perché, molto spesso, quelle estati trascorse a discutere, rincorrersi, offendersi e poi fare pace diventano i ricordi che accompagnano fratelli e sorelle per tutta la vita.
Hai una domanda educativa o una situazione che vorresti condividere?
Scrivimi a: giorgiamaestra@gmail.com
Citazione finale
“I fratelli non crescono nonostante i litigi. Crescono anche grazie ad essi, quando trovano adulti capaci di trasformare il conflitto in incontro.”



