I dati tratti da uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) in collaborazione con Assoutenti
Non solo carburanti ed energia. La guerra in Iran, (scatenata da Trump è Netanyahu), ha portato negli ultimi 6 mesi ad una sensibile crescita dei prezzi al dettaglio in numerosi settori al punto che, se i listini si mantenessero ai livelli attuali, il conto finale del conflitto ammonterebbe a fine anno per le famiglie a complessivi 24,6 miliardi di euro.
Lo afferma uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) in collaborazione con Assoutenti che, sulla base dei dati ufficiali Istat, analizza l’andamento di prezzi e tariffe di beni e servizi dallo scoppio del conflitto a oggi evdienziando l’incremento in numerosi settori come prodotti informatici, traghetti e aerei, frutta e verdura Nonostante i prezzi di gasolio, gas ed elettricità siano da settimane e giustamente al centro dell’attenzione, secondo il Crc sono altre le voci che dall’inizio del conflitto hanno subito i rincari maggiori . “Confrontando l’indice dei prezzi di febbraio 2026 con i dati rilevati dall’Istat nell’ultimo mese, emerge come i prodotti informatici siano quelli che hanno subito gli aumenti più pesanti: nello specifico i prezzi dei supporti di registrazione non registrati (schede di memoria, chiavette Usb e simili) segnano un +58,5% in sei mesi, gli accessori per l’informazione e la comunicazione (caricabatterie, power bank, custodie, cavi, adattatori, ecc.) +27%, i supporti con registrazioni di suoni, immagini e video (film in dvd, contenuti digitali, ecc.) +15,2%, computer portatili, palmari e tablet +14%, videogiochi e console +12,4%. Alla base dei rincari la chiusura dello stretto di Hormuz, che determina un rallentamento del traffico marittimo con ripercussioni su alcune componenti come i chip, i semiconduttori e le batterie”. Purtroppo l’accondiscendenza del governo italiano verso la politica aggressiva di Usa e Israele, non aiuta a ristabilire un clima di distensione che solo la diplomazia puó raggiungere. A farne le spese i cittadini italiani che assistono impotenti all’aumento vertiginoso dei prezzi.




