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Clima, Greenpeace: L’impatto climatico dei super-ricchi è molto più grande del resto della popolazione, occorre tassarli

Le organizzazioni ambientaliste chiedono di tassare adeguatamente le grandi fortune e i profitti derivanti dai combustibili fossili e dalla vendita di armi

Mentre i leader europei si riuniscono oggi a Bruxelles per discutere del prossimo bilancio dell’Unione e di potenziali nuove fonti di entrate, un nuovo rapporto commissionato da Greenpeace Europa centro-orientale.

Dal rapporto presentato emerge che le emissioni dell’1% più ricco nel nostro Paese sono pari a circa 160 volte quelle del 50% più povero della popolazione. “I jet privati e gli stili di vita lussuosi sono solo la punta dell’iceberg. L’impatto climatico dei super-ricchi è molto più grande a causa delle loro proprietà, aziende e investimenti”, dichiara Clara Thompson, esperta di giustizia fiscale di Greenpeace Germania. “I governi hanno ora l’opportunità di agire: devono avvalersi della Convenzione fiscale delle Nazioni Unite per rafforzare la tassazione della ricchezza estrema e far luce su chi possiede patrimoni ad alto impatto climatico, in modo da far pagare i super-ricchi per i loro danni ambientali” Per questo motivo, Greenpeace Italia, insieme alle principali organizzazioni ambientaliste e pacifiste italiane, ha scritto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere un sistema fiscale più equo basato sul principio “chi inquina paga”, per tassare in modo adeguato e permanente le grandi fortune e i profitti derivanti dai combustibili fossili e dalla vendita di armi. “Per troppo tempo ai super-ricchi è stato permesso di alimentare con le loro emissioni ondate di calore letali, siccità e inondazioni, mentre alla stragrande maggioranza delle persone spetta pagare il conto dei danni. È arrivato il momento di far pagare chi inquina”, dichiara Ariadna Rodrigo, political campaigner di Greenpeace UE. “L’Unione Europea sta tagliando il bilancio destinato alle energie rinnovabili, all’isolamento termico degli edifici, alle misure di protezione sociale e a una transizione equa per i lavoratori, ma i fondi per finanziare tutto questo ci sarebbero, basterebbe tassare i super-ricchi e le aziende dei combustibili fossili e degli armamenti”.

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Claudio Pelagallo
Claudio Pelagallohttp://www.inliberauscita.it
Giornalista pubblicista, iscritto all'albo Nazionale dal 1991. Ordine Regionale del Lazio. Ha collaborato come corrispondente con diverse testate: Il Messaggero, Il Tempo, Il Corriere dello Sport, La Gazzetta di Parma. Direttore responsabile del quotidiano "Inliberauscita"

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