Il No Meloni day è arrivato nelle piazze come un fiume in piena, centinaia di migliaia i ragazzi nei cortei contro le politiche del governo Meloni: Carovita, caro affitti, caro casa, caro benzina, scuole fatiscenti. Una generazione umiliata dall’incapacità del governo Meloni di rispondere alle difficoltà di tutti i giorni, ha deciso di scendere in piazza con cartelli e striscioni. Sull’esempio delle grandi mobilitazioni sociali che attraversano la Francia e l’Europa, anche gli studenti del nostro paese rivendicano un ruolo centrale nel determinare il proprio futuro.
Da Torino a Milano, Bologna, Genova, Firenze, Roma, Taranto, migliaia di studenti (400mila secondo gli organizzatori) hanno trasformato l’ondata di occupazioni, assemblee e scioperi in corso da settimane – dall’approvazione del decreto sul tetto di stranieri per classe – in una mobilitazione diffusa contro il degrado delle istituzioni e lo svuotamento del diritto allo studio. «Mentre le aule cadono a pezzi per la mancanza di risorse, la risposta delle istituzioni si limita a una stretta repressiva, trasformando la scuola pubblica in un modello sempre più militarizzato, volto ad azzerare il dibattito e a soffocare ogni forma di dissenso. Contro la guerra e il razzismo, soldi alla scuola, non per le armi», hanno gridato gli studenti che a Roma, in corteo, hanno raggiunto la sede del ministero dell’Istruzione e del Merito per chiedere al ministro Giuseppe Valditara un confronto, ma come era prevedibile il ministro non ha ritenuto opportuno presentarsi.





