Pesca a strascico in zona vietata, fermate dalla Guardia di Finanza sei imbarcazioni

Nel corso della scorsa notte, i militari appartenenti alla sezione operativa navale di Gaeta, coordinati dal reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Civitavecchia, hanno eseguito, nelle acque antistanti il litorale domitio del comune di Cellole nella provincia di Caserta, un controllo di polizia marittima nei confronti di sei motopescherecci intenti ad effettuare la pesca a strascico in zona vietata dai regolamenti comunitari per limiti di distanza dalla costa e per una profondita’ del fondale inferiore ai 50 metri.

Le unita’ navali della guardia di finanza, opportunamente impiegate nello specifico servizio di polizia ittica, in orario notturno, hanno eseguito il fermo dei pescherecci in attivita’ di pesca illegale ed il contestuale sequestro di nr. 6 reti a strascico, per complessivi 100 metri lineari. I militari operanti hanno redatto inoltre sei verbali amministrativi, per un valore in misura massima di euro 72.000,00, attribuendo complessivi 48 punti di penalizzazione nei confronti dei comandanti dei pescherecci. Tale risultato evidenzia l’impegno quotidiano profuso dai militari del comparto aeronavale della guardia di finanza, in un’area di alto interesse archeologico, a tutela del patrimonio marino e del suo delicato ecosistema biologico.

Il servizio svolto contrasta le condotte illecite che possono arrecare nocumento all’ambiente marino e ne tutela la sua salubrita’ ed integrita’, con il fine di garantire il ripopolamento delle relative risorse ittiche in modo equilibrato. Questo ennesimo intervento, testimonia l’insensibilita’ di alcuni pescatori alla salvaguardia dell’ambiente; il loro comportamento illecito, infatti, arreca danni incalcolabili al delicato sistema marino.

L’intervento tempestivo degli uomini della sezione operativa navale di Gaeta nei confronti di un consistente numero di pescherecci coinvolti nell’operazone “sea predators”, ha evitato il perseguimento di azioni che avrebbero influito negativamente sull’intera filiera della pesca soprattutto a danno degli operatori del settore onesti e rispettosi delle regole che tentano di esercitare con il loro comportamento una concorrenza sleale nel settore ittico.