Una frode fiscale da oltre un milione di euro e il sequestro preventivo di un albergo a Torvaianica. Questo quanto accertato in una vicenda che ha avuto come teatro il litorale di Pomezia a sud di Roma, con il denaro di una società alberghiera convogliato su conti personali. In tre sono finiti nel mirino dei finanzieri.
Un’indagine durata un anno e mezzo che è partita nel corso di una verifica fiscale di un’impresa di Pomezia che aveva omesso di presentare le relative dichiarazioni fiscali. Nel corso degli accertamenti, è stato ricostruito il modus operandi con le disponibilità finanziare sottratte dal patrimonio della società, con l’obiettivo di impedire o quantomeno rendere più difficoltose il controllo dell’Erario per il recupero delle somme dovute.
In pratica, i movimenti bancari hanno permesso di individuare l’amministratore di fatto della società, destinatario di importanti somme di denaro giustificate con un contratto – secondo gli investigatori – fittizio, mentre un’ulteriore parte dei soldi è stata trasferita ad altre società riconducibili agli indagati e utilizzata per spese personali, come anche l’acquisto di auto.
Gli elementi raccolti dalla guardia di finanza hanno permesso alla procura della Repubblica di Velletri di richiedere al gip l’emissione del provvedimento cautelare nei confronti delle persone coinvolte nella frode fiscale, per un valore corrispondente alle imposte evase, che ha riguardato beni di lusso in possesso ai tre e un albergo situato nella località balneare.




