Roma. Giovedì 6 dicembre al Macro “Autoritratto e presentazione catalogo Pino Genovese”

Giovedì 6 dicembre 2018 dalle ore 18:00 alle 19:45 presso il Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma, via Nizza, 138, 00198 Roma. “Autoritratto e presentazione catalogo Pino Genovese” Incontro con Pino Genovese alla sala cinema. Una conversazione con l’artista, che vive a Lavinio (Anzio), sul suo lavoro e sul nuovo catalogo monografico, presentato da Emanuele Coco. ” Il lavoro artistico come ricerca e come rituale di connessione magica.” Installazioni, artefatti inseriti in natura, architetture di richiamo ancestrale. Continua dopo le fotografie

L’artista Pino Genovese

Scultore e scenografo. Figlio d’arte: suo padre, lo scultore Rocco Genovese, lo segue nei primi insegnamenti del disegno, e lo coinvolge anche nelle fotografie di alcune sue opere.
Amante del fumetto, realizza illustrazioni surreali e disegni che lo ispireranno poi nella composizione delle sue sculture. Si diploma come designer all’ISIA di Roma, nel primo corso, diretto dallo scultore Aldo Calò. Inizia a lavorare nello studio di Graphic Design di Alfredo De Santis, dove apprende le prime nozioni di arte grafica e manifesti pubblicitari. Lavora anche in uno studio per audiovisivi. Entra nella compagnia teatrale “La Zattera di Babele” di Carlo Quartucci e Carla Tatò, lavorando per cataloghi e allestimenti. Nella stessa compagnia, nell’ambito della rassegna “Rosenfest concerto per arti ’86”, con la direzione artistica di Rudi Fuchs, collabora alle scenografie realizzate da artisti contemporanei come Paolini, Fabro, Nitsch, Cucchi. Cura gli allestimenti delle retrospettive del padre, prematuramente scomparso nel 1981 (La Salerniana, ex Convento San Carlo, Erice, Trapani 1988 – Palazzo Braschi, Roma 1994). Comincia a lavorare più approfonditamente per sé stesso nello studio di Lavinio, sua nuova casa, e la natura e il mare sono le sue compagne di ispirazione. Dopo un periodo dedicato alla scultura, senza mai tralasciare il disegno suo fedele accompagnatore di sempre, comincia a lavorare nel campo delle installazioni, fotografando tutti i suoi lavori con una rolleycord 6 x 6, eredità paterna. Il suo attaccamento alla natura lo porta a scrivere, disegnare e realizzare opere con materiale trovato in spiaggia, levigato, e nel sottobosco delle pinete. Grazie ai viaggi in Africa, (Mauritania, Mali, Niger, Marocco, Tunisia), si rafforza l’interesse per la natura arcaica e antropologica dell’uomo.