Zingaretti, Regione e Pd corresponsabili nel disastro rifiuti del Lazio

riceviamo e pubblichiamo

Gli unici responsabili della disastrosa situazione dei rifiuti nel Lazio risultano: Zingaretti e la sua incapacità, in sette anni, di redigere un piano rifiuti regionale, la Regione Lazio a guida P.D. ed il P.D. stesso.

Il Ministro per l’Ambiente Sergio Costa ed il Ministero per l’Ambiente, in un articolo del 30 ottobre 2018, definiscono “fantasiose” le ricostruzioni lette sui giornali circa il lavoro della cabina di regia tecnica in corso presso il Ministero dell’Ambiente sui rifiuti del Lazio. Per questo il Dicastero precisa che “come ben si sa i lavori sono in svolgimento e il mandato è di chiudere entro il 30 novembre, quindi qualsiasi ricostruzione è fantasiosa. Rammentiamo che l’obiettivo di questo lavoro è un affiancamento tecnico del Ministero dell’Ambiente alle tre istituzioni, coadiuvato dal Prefetto: la Regione Lazio, che da sei anni deve stilare il piano regionale dei rifiuti, la Città Metropolitana per la raccolta dell’indicazione dei siti idonei dai comuni della provincia e Roma Capitale, la quale ha dal suo canto avviato la raccolta differenziata porta a porta per una utenza di 130 mila abitanti. Entro il 30 novembre – conclude il Ministero dell’Ambiente – arriverà la relazione tecnica che poi sarà affrontata a livello politico entro il 30 dicembre. I lavori sono in corso e il commento di qualsiasi fase interlocutoria appare prematuro”.

“Basta giochi sporchi dalla Regione Lazio a guida Pd sui rifiuti di Roma. Il Ministro dell’Ambiente Costa ha smentito le fantasiose ricostruzioni dei quotidiani romani, non c’è alcuna tensione con Roma Capitale e nessuna bocciatura. Piuttosto è la Regione Lazio che non ha fatto nulla in questi anni, non aggiornando mai il suo piano fermo a 6 anni fa, intanto Roma Capitale ha già un piano 2017-2021 che punta al 70% di differenziata e la riduzione nella produzione realizzando impianti di compostaggio e riciclo materia”. Così i parlamentari del Movimento 5 Stelle di Commissione Ambiente di Camera e Senato, Stefano Vignaroli e Paola Nugnes e il vicecapogruppo M5S Camera Alberto Zolezzi, spiegano: “Ad oggi l’estensione della nuova raccolta differenziata porta a porta con il nuovo sistema elettronico a tariffa puntuale ha già toccato 130mila romani ed entro fine anno saranno 500mila le persone interessate, per poi continuare con l’estensione negli altri Municipi il prossimo anno. Grazie alle mappature predisposte da Ama e Comune di Roma sono già emersi oltre 80.000 ‘utenti fantasma’ che per decenni non erano neanche registrati al servizio che quindi era predisposto per minori utenze, di tutto questo perché non si parla?” continuano i parlamentari della Commissione Ambiente “Da novembre poi la raccolta domiciliare con tariffa puntuale avverrà anche per 85.000 utenze non domestiche (oggi sono 20mila quelle servite) e proprio oggi è stato avviato il percorso partecipato per la realizzazione dei due impianti di compostaggio aerobico a Casal Selce e Osteria Nuova. Sarebbe poi da rammentare a tutti che i disservizi di questi giorni sono dovuti alle proteste di ‘Coop29 giugno’ che da lunedì non lavorerà più su Roma, visto che le è stato revocato l’appalto a causa di diversi disservizi ed una richiesta di risarcimento danni avanzata da parte di Ama per 3 milioni di euro per inadempienze contrattuali”

(Articolo Ansa del 05/10/2018)

La legge che stabilisce le competenze circa il ciclo dei rifiuti è la 152/2006.

Il vecchio Piano Rifiuti Regionale del Lazio è stato approvato con DCR 14/2012 ed ha avuto validità fino a tutto il 2017, perché Zingaretti e la Regione Lazio a guida P.D. non hanno avviato per tempo le procedure per stilare il nuovo piano rifiuti previsto dalla legge 152/2006?

La Città Metropolitana di Roma già da maggio 2018 ha adempiuto agli obblighi di legge, ossia:

“Art.197 legge 152/2006:

Alle Province, l’art. 197 attribuisce competenze per le funzioni amministrative concernenti la programmazione e organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, da esercitarsi con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, e in particolare:

  1. l’individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all’art. 20, co. 2 del D.Lgs. 267/00 (cd. TUEL – Testo Unico degli Enti Locali), ove già adottato, e delle previsioni di cui al Piano regionale, nonché sentiti l’Autorità d’Ambito e i Comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti.”

 

Perché Zingaretti e la Regione Lazio a guida P.D. non hanno ancora stilato il nuovo piano rifiuti che, se andrà bene, entrerà in vigore a distanza di un anno dalla sua approvazione?

Intanto ad Aprilia, mentre l’Assessore all’Ambiente, le Civiche tutte e l’ultimo consigliere del P.D. “si stracciano le vesti” per il problema dei rifiuti, annunciando “barricate e mobilitazioni di massa” per problemi inesistenti connessi all’incendio, che potrebbe non essere stato casuale, del TMB sulla Salaria, abbiamo dato una scorsa al verbale n.0060045 del 02/08/2017 dell’ARPA Lazio che contiene l’elenco dei Comuni conferitori presso la nota Ditta di trattamento dei rifiuti di Aprilia.

Nell’elenco, oltre a diverse società private, risultano conferitori presso la nota ditta ben 56 comuni laziali.

Dei 56 comuni:

  • 1 risulta ad amministrazione F.I.;
  • 3 risultano ad amministrazione P.D.;
  • 6 risultano ad amministrazione M5S;
  • 46 risultano amministrati da liste civiche.

In considerazione di quanto sopra riportato, invitiamo l’Assessore all’Ambiente Michela Biolcati Rinaldi, le liste civiche apriliane e l’ultimo esponente in Consiglio Comunale del P.D locale, a procedere nell’interesse dei cittadini apriliani a fare “barricate e mobilitazioni di massa” per il problema rifiuti di Aprilia dando priorità, magari,  al problema più grosso:  i 46 Comuni amministrati dalle liste civiche che portano i loro rifiuti sul territorio apriliano. (e poi per gli altri per non favorire nessuno)

Risultano evidenti da quanto esposto almeno tre considerazioni:

  • il Comune di Aprilia potrebbe benissimo essere autosufficiente per tutto il ciclo dei rifiuti senza dover ricorrere ad alcun privato;
  • la responsabilità di tutti gli inconvenienti legati al ciclo dei rifiuti è di Zingaretti, della Regione Lazio, a guida P.D., ed il P.D. stesso;
  • le Civiche apriliane con i resti del P.D. locale continua giornalmente e sistematicamente a fare disinformazione per coprire le proprie inefficienze, analoghe a quelle dei 46 comuni amministrati da liste civiche.

In attesa di sapere che i 4.725.427,22 euro del “ristoro ambientale” sono nelle casse comunali, i Cittadini Pentastellati e Grillini Apriliani augurano “Buone barricate a tutti”.

Grillini apriliani