Nettuno. Cacciano tutti dalla Divina provvidenza, ma senza un piano di ristrutturazione

Vogliono cacciare tutti dalla Divina Provvidenza, associazioni culturali e centro anziani, ma il Comune non sembra avere un piano per la ristrutturazione dell’edificio, in verità non è colpa solo del Commissario Strati, ma anche della precedente amministrazione Comunale, che non sembra abbia previsto nel piano triennale delle opere pubbliche alcun finanziamento per la messa a norma dell’edificio, che ospita, tra l’altro, anche una scuola.

“Lo stabile ha bisogno di semplice manutenzione, non vogliamo che passi questa menzogna dell’inagibilità, le associazioni che lavorano qui da anni vengono trattate dalle Istituzioni come se fossero (m…) rifiuti, ci hanno detto “noi vi chiudiamo e basta e voi non avete nemmeno un posto dove portarla”. Questo è il duro commento di Antonio Rezza che insieme a Flavia Mastrella ha vinto il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia. Il noto cittadino di Nettuno gestisce un laboratorio teatrale nel palazzo dell’ex Divina Provvidenza, in quel luogo il duo artistico ha ideato e provato tutte le opere teatrali. Dal Comune sostengono al contrario che l’ordinanza è stata emessa per seri problemi di agibilità del vecchio edificio prima sede di un ospedale poi sede della ASL RMh. Ma le associazioni culturali c’erano ben prima del trasferimento degli Uffici. Intanto il Centro Anziani sta a malincuore predisponendo lo spostamento nella ex sede della partecipata Poseidon, messa a disposizione dal Comune; locali troppo piccoli e non adatti ad ospitare tutte le attività svolte dagli anziani: la ginnastica, il campo di bocce, i corsi di ballo. Che con questo spostamento saranno messe in serie difficoltà, il Comune promette loro rapidità nei lavori di ristrutturazione. Le scorse settimane le associazioni hanno risposto all’Ordinanza di sgombero con un ricorso al Tar del Lazio, raccogliendo anche migliaia di firme a sostegno. Quello che preoccupa maggiormente le associazioni è il fatto che, una volta abbandonato lo storico edificio, questo sia inserito dal Comune nella lista dei beni da alienare quindi, da mettere sul mercato immobiliare.