Nettuno. Centrosinistra: Consiglio esautorato, Sindaco ostaggio della giunta

La vita a Nettuno, dopo l’emergenza Coronavirus sta lentamente e faticosamente tornando alla normalità. La politica dovrebbe fare altrettanto ma non lo sta facendo. Durante la più grande emergenza del nostro tempo abbiamo deciso di interpretare il ruolo dell’opposizione al servizio dei cittadini cercando, ove possibile, di evitare il contrasto con l’Amministrazione. Abbiamo collaborato, limitatamente ai problemi connessi alla pandemia, nell’interesse di una comunità cittadina in difficoltà assoluta. È una scelta che rivendichiamo e se mai dovesse accadere (speriamo di no) che la situazione torni a peggiorare siamo pronti a fare di nuovo la nostra parte con proposte e soluzioni da mettere sul tavolo. Oggi però alla luce anche delle non-risposte del Sindaco siamo profondamente amareggiati. La scorsa settimana abbiamo chiesto la convocazione del Consiglio Comunale per ottenere dei chiarimenti necessari sulla questione “ appalto del Cimitero” e ad oggi ancora nessuna risposta. Se continuerà così saremo costretti a richiedere la convocazione del Prefetto. Siamo indignati anche per l’afonia del Consiglio Comunale trasformato ormai, con la resa complice dei colleghi di maggioranza, in un organo fantoccio. Il consiglio da mesi ormai ratifica solo decisioni degli assessori: i consiglieri di maggioranza sono ridotti a cartonati con le mani alzate pronti a votare tutto e a strillare solo sui social network. Molte mozioni approvate in Consiglio non sono state messe in atto: è una prepotenza amministrativa della quale il sindaco deve dare conto. Dove sono finite le tessere sanitarie per i buoni alimentari che abbiamo votato in Consiglio? Dove è finito l’Osservatorio epidemiologico votato molti mesi fa? Dove è finito l’ufficio strategico per aiutare i cittadini e le imprese in difficoltà economica? A Nettuno il consiglio comunale è stato esautorato e il Sindaco, ostaggio della sua giunta, è il primo responsabile.

I consiglieri comunali
Marco Federici
Roberto Alicandri
Antonio Taurelli
Waldemaro Marchiafava