HomeApprofondimentiPendolari, il dossier. Nettuno-Roma come un viaggio per Firenze…

Pendolari, il dossier. Nettuno-Roma come un viaggio per Firenze…

Un esempio rappresenta meglio di tutti la rabbia dei pendolari costretti a viaggiare quotidianamente sulla tratta ferroviaria Nettuno-Roma. Da Termini si può partire e nello stesso tempo (un’ora e 25 minuti) percorrere i 261 chilometri fino a Firenze, oppure i 59 fino a Nettuno. Nel dossier di Legambiente “Pendolari(a)Roma”, presentato nei giorni scorsi nella capitale è stato aperto un confronto di idee sui mezzi pubblici a Roma e nel Lazio che parta dai problemi dei cittadini e arrivi alle Giunte Marino e Zingaretti, affinché aprano una fase di cambiamento reale, individuando scelte coraggiose, cancellando gestioni inadeguate, ascoltando finalmente la domanda di cambiamento che viene dai pendolari. Una serie di problemi e proposte sono stati individuati anche per la tratta Nettuno-Roma, dove è emersa con forza la necessità di ntervenire sulla lentezza dei treni – appena 59 km vengono percorsi mediamente in 67 minuti (ma con punte di 86 minuti), ad una andatura di 52 km/h – aumentare la frequenza di passaggio dei treni, a partire dal ripristinare il treno delle 8 e 30, realizzare il raddoppio di 26 chilometri di binari, da Nettuno a Campoleone ed intervenire sulle stazioni e le banchine per adeguarle. Nell’osservatorio di Legambiente si parla poi dell’esigenza di realizzazione dei raddoppi dei binari sulle linee ferroviarie regionali di ingresso a Roma. In particolare intervenire sui tratti ancora a binario unico che rallentano la velocità dei treni: tra Lunghezza e Guidonia, tra Ciampino ed i Castelli Romani, tra Roma e Viterbo, tra Roma e Pomezia, tra Campoleone e Nettuno. Interventi che possono permettere di ridurre i tempi di percorrenza in modo significativo e di andare verso un servizio realmente di tipo metropolitano (con treni ogni 10-15 minuti). Sono 540mila pendolari al giorno sui treni del Lazio, le tariffe sono aumentate del 15% e i servizi tagliati del 3,7%. A Roma, si legge nel dossier, appena 40 km di tram, 112 di preferenziali, e soli 53 km di Metro per 760mila persone. Il Lazio è al secondo posto in Italia, dopo la Lombardia, per numero di pendolari su treno con 540mila viaggiatori pendolari (+35% rispetto al 2008) che ogni giorno transitano sui 1.379 km di rete ferroviaria, pari a 2,5 milioni di spostamenti giornalieri della popolazione residente (Roma con circa 1,8 milioni, Latina 227 mila, Frosinone 214 mila, Viterbo 125 mila e Rieti 64 mila). Sono poi 970 i treni regionali di Trenitalia che ogni giorno si muovono nel territorio del Lazio, a cui vanno aggiunti 88 treni di ATAC per un totale di 1.058 treni (mentre sono 2.116 in Lombardia). Tra il 2011 e il 2014 è stata effettuata una riduzione del servizio pari al 3,7% a seguito dei tagli nei trasferimenti da parte dello Stato alle Regioni, e un aumento del prezzo dei biglietti del 15%. La novità è che il contratto è scaduto nel 2014 e ora si dovrà realizzare una gara per la scelta dell’operatore (ma non se ne hanno fino ad oggi notizie) e arrivare a un contratto di servizio finalmente adeguato. Sulle infrastrutture tra il 2003 e il 2014 la Regione Lazio ha privilegiato le strade con oltre 797 milioni (il 62,5%), poi le metropolitane con 424milioni (il 33,2%, infine la ferrovia con 55 milioni (il 4,3%). A Roma poi, i servizi di trasporto ferroviario sono suddivisi tra un sistema di 8 linee denominate FL gestite da Trenitalia e 3 linee ferroviarie, normalmente chiamate “ex concesse” gestite da Atac, tra le quali c’è la Roma San Paolo-Ostia Lido che con i suoi 90 mila viaggiatori giornalieri è la tratta pendolare più frequentata d’Italia. Nel quadrante urbano poi la metropolitana è composta da tre linee per una lunghezza totale di 53,1 km per 67 stazioni e trasporta 762.000 passeggeri al giorno (450.000 la A, 300.000 la B, 12.000 la C). Mentre la rete dei tram è organizzata su appena 6 linee per solo 40 chilometri. Le priorità per cambiare la mobilità a Roma secondo Legambiente sono: la realizzazione di una regia unica per ripartire con la cura del ferro; porre al centro delle priorità infrastrutturali la chiusura dell’anello ferroviario, raddoppi dei binari, prolungamenti Metro A e B, Linea C, chiarire la situazione della Linea D; acquistare nuovi mezzi, progettare un servizio di autobus e tram veloce, protetto, integrato; creazione di 1.000 chilometri di corsie protette (ora siamo fermi a 112 e nel 2002 erano addirittura 114); un piano per la riqualificazione delle stazioni e fermate; un centro storico pedonale e accessibile che passi dalla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e dell’intera area archeologica; la realizzazione dei nuovi tram come una linea portante quale Termini-San Pietro; una rete di percorsi ciclabili nella città (passando da 225 km a 1.200).

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Roberta Sciamanna
Roberta Sciamannahttps://inliberauscita.it
Giornalista Pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza di Roma, iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 2004. Ha lavorato per "La Provincia", "Latina Oggi", "Il Granchio", "Reporter News"

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