HomeRubricheLibriIn poche parole. “La fine degli amori” il libro di Claire Marin

In poche parole. “La fine degli amori” il libro di Claire Marin

“Ci piacerebbe che la rottura fosse un taglio netto. Preciso e chirurgico, d’un sol colpo, come la sciabola che decapita. Invece la rottura è una lacerazione”.

Claire Marin, in “La fine degli amori”, edito da Einaudi,
non parla solo degli amori che finiscono, ma di tutti i legami affettivi che d’un tratto si spezzano, perché la rigenerazione è fenomeno normale e talvolta auspicabile, la sofferenza è umana, non ascoltarla, non abbracciarla e restarne indifferenti è disumano e spesso figlio di una società che ci vuole di corsa anche nel metabolizzare gli strappi.
Il punto cruciale è che solo attraverso questi addii, che siano amorosi, lavorativi, amicali, di fatto avviene una crescita, un cambiamento sostanziale, ci sleghiamo da qualcosa che eravamo per unirci a ciò che siamo. Lasciare un partner è doloroso, ma quando non si cresce più insieme e quindi uno rimane indietro, lo strappo è necessario, affinché l’altra metà possa continuare a crescere, evolversi.
Cambiare lavoro, quando non si hanno più stimoli è funzionale per la nostra esistenza per evolverci e metterci davanti a nuove sfide, nuovi obiettivi, nuovi noi,
Il dolore è di caratura importante, perché perdiamo le nostre certezze o quelle che credevamo tali, perdiamo punti di riferimento, tessiamo nuovi fili, sconosciuti, e ci sentiamo smarriti.
Passa il tempo e ci rendiamo conto che quell’addio era forse l’unica cosa giusta che potevamo dire e che tutto quel dolore si è trasformato in amore per noi stessi ed è qui che rinasciamo.

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Claudia Mancini
Claudia Mancini
Collaboratrice cultura, già titolare di Levante caffè letterario

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