Lettere- Per una nuova comunità nettunese

riceviamo e pubblichiamo

Ogni comunità trae origine da un motivo di aggregazione. Questo motivo può avere le finalità più diverse che vanno dalla sopravvivenza alla aggregazione per motivi economici, sociali, culturali, morali, politici, sportivi, ecc. Un esempio abbastanza recente di comunità basata sull’orgoglio di appartenenza alle comuni radici nettunesi lo abbiamo avuto grazie a Facebook con la creazione del movimento “sei de Nettuno se…”. Purtroppo quell’esperienza di solidarietà spontanea tra nettunesi, che sembrava superare ogni credenza e differenza politica, si è pressoché affievolita per motivi diversi che si sono inseriti nei rapporti tra alcuni partecipanti. In questo ultimo periodo Nettuno si trova in uno stato di completo abbandono, ridotta all’estremo da una perdurante crisi politico amministrativa che sembra condannare la nostra città all’impotenza.

Strutturalmente manca dei più importanti servizi socio-culturali e infrastrutturali come una viabilità scorrevole in grado di renderla accogliente; manca inoltre di un progetto integrato di sviluppo economico e turistico, oltre di un estremo bisogno di ricompattarsi e di ricreare una comunità solidale al di là di ogni posizione politico-ideologica. La crisi dei più importanti partiti politici a livello nazionale sostituiti da aggregazioni spontanee “informatizzate”, ottime anche queste se non prevalesse l’improvvisazione e le false notizie, ha determinato a livello locale la nascita di una molteplicità di liste civiche che in molti casi non rappresentano altro che un surrogato dei vecchi partiti con i medesimi schieramenti di destra, centro e sinistra. Niente di male in tutto questo, anzi ci dimostra che la società locale sa superare le difficoltà politiche e sa riorganizzarsi. Sa essere resiliente, cioè adattarsi ai continui cambiamenti politico-sociali in gran parte influenzati anche dalle nuove tecnologie. Per uscire fuori da queste sabbie mobili occorre liberarsi da ogni pregiudizio politico, come quello che chi non la pensa come me è un mio nemico. Se è vero che tutti vogliamo il riscatto e la rinascita di Nettuno dobbiamo creare una nuova comunità le cui motivazioni aggreganti, lasciando da parte almeno per il momento le diverse posizioni politiche, sia il benessere e lo sviluppo economico e sociale del nostro paese. Il vero fattore chiave è che i passi da intraprendere devono funzionare per tutti e che tutti sappiano sacrificare parte dei propri ambiziosi progetti a favore di tutta la comunità. Innanzitutto occorre individuare ciò di cui la nostra città necessita per risollevarsi dal baratro, chiarire bene gli obiettivi, che siano sostenibili e funzionali sia per la cittadinanza tutta che per la creazione di una Nettuno ricettiva e accogliente all’altezza di una vera località turistica quale tutti a parole ambiscano che sia. Occorre infine individuare un piano di azione con delle fasi che conducano alla realizzazione degli obiettivi, con scadenze realistiche e una incondizionata assunzione dei ruoli e delle responsabilità. Per poter adempiere a tutto ci occorre reperire delle modalità di condivisione dei programmi e delle eventuali divergenze che inevitabilmente si presenteranno all’interno della “comunità”. Che si tratti di accordo momentaneo informale che formale o istituzionale, la comunità in tal modo deve mantenersi costantemente informata su ci che si vuole realizzare e su ci che funziona o non funziona e su quali sono gli aspetti che necessitano di revisione rispetto a metodi e procedimenti. Capisco che questa mia proposta appare utopistica e di difficile realizzazione. È una provocazione che non è fine a se stessa perché vuole suscitare un po’ di orgoglio di appartenenza ad una comunità che possa tornare a riunirsi idealmente, come è stato fatto con “sei de nettuno se…”, al fine di influenzare e stimolare coloro che si apprestano a voler governare questa nostra cittadina che ha estremo bisogno di risorgere dalle macerie e poter ricostruire la propria immagine adottando un programma comune e …resiliente. Fate pure la vostra campagna elettorale, ma alla fine chiunque sia il vincitore tenga presente gli interessi di tutta la comunità nettunese. In qualunque crisi esiste un punto di svolta che può condurre ad una trasformazione positiva, un momento in cui una semplice azione di cooperazione e buon senso diventa l’inizio di un grande lavoro. Nella vita individuale o sociale quella trasformazione prende il nome di resilienza. Nella nostra realtà attuale il momento è adesso!
Pio Trippa