L’appello di uno studente: “Riaprite le biblioteche comunali”

riceviamo e pubblichiamo

Salve,
sono uno studente universitario che, come molti altri nel territorio, non riesce a capire il motivo per cui, pur rispettando le norme di sicurezza, le biblioteche comunali non riaprano come luogo di studio.
A prima vista questo servizio potrebbe sembrare di poca importanza nella scala dei servizi “utili” da garantire in questo delicato momento;
tuttavia ci sono molti studenti che riscontrano difficoltà nello studiare in casa ché, come credo sia di facile immaginazione, le nostre case sono affollate da familiari che a loro volta non possono recarsi nei luoghi di lavoro oppure per motivi di natura strettamente numerica (ovvero per un elevato numero di componenti del nucleo familiare e per la conseguente mancanza di adeguati spazi).
Non riusciamo a capire in particolar modo perché la maggior parte delle attività sociali e commerciali sia effettivamente tornata nella normalità (sovente con dei non rigorosi glissandi sulle norme di sicurezza), quando le biblioteche comunali, che personalmente ritengo non assimilabili dall’uomo di strada a luoghi d’assembramento o in cui sia difficile far rispettare le vigenti norme di sicurezza e distanziamento, continuino a restar chiuse senza soluzione di continuità.
Abbiamo provato a chiedere informazioni sulla riapertura delle sale studio, ma ci sono state date risposte istituzionali che lasciano trasparire che ci vorrà tempo, presumibilmente qualche mese, prima che riaprano al pubblico.
Spero che possiate aiutarci in qualche modo in questo momento di difficoltà.

Distinti saluti,
uno studente universitario

Piergiuseppe Catinari