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Morra e Capponi: “in provincia di Latina il rischio che inchieste cruciali sulla Pubblica Amministrazione scivolino nel “porto delle nebbie”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Nicola Morra – già Presidente Commissione Parlamentare Antimafia e di Francesca A. Capponi ( in nome e per conto di “Argine” per la rete di monitoraggio civico territoriale del Lazio)

“In un panorama complesso come quello della provincia di Latina, l’onestà e la preparazione d’avanguardia non dovrebbero mai trasformarsi in un limite alla dignità dei professionisti e dei cittadini. È questo il monito lanciato da Nicola Morra, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e da Francesca A. Capponi per la rete di monitoraggio civico “Argine”. Attraverso un’istanza formale, viene delineata una preoccupante frattura nel patto di cittadinanza, laddove il merito parrebbe scivolare in secondo piano rispetto a logiche di assoggettamento.
​Al centro delle critiche vi sarebbe la gestione delle Forze dell’ordine sul territorio, dove si starebbe verificando un paradosso inaccettabile. Sembrerebbe, infatti, che operatori di specchiata onestà, dotati di competenze tecniche d’eccellenza e capaci di portare a compimento inchieste delicate, verrebbero sistematicamente allontanati a centinaia di chilometri dalle proprie sedi proprio nel momento del massimo impegno investigativo. Al contrario, altri soggetti, pur essendo stati destinatari di segnalazioni interne, rimarrebbero a presidiare le medesime aree attraverso trasferimenti che risulterebbero puramente formali, eseguiti a pochissimi chilometri di distanza. Una prassi che, se confermata, vanificherebbe il senso stesso dell’avvicendamento, configurandosi come un “trasferimento di facciata” volto a mantenere inalterate le reti di influenza pregresse.
​In questo scenario, apparirebbe non più rinviabile l’audizione del Carabiniere Capasso in Commissione Antimafia. La sua testimonianza e le relazioni professionali da lui redatte risulterebbero tasselli fondamentali per fare luce su dinamiche sommerse e per comprendere se le tracce dei flussi monetari siano state seguite con la necessaria incisività. Il timore espresso è che l’allontanamento di chi conduce le indagini con rigore possa lasciare spazio a una gestione dei fascicoli meno efficace, alimentando il rischio che inchieste cruciali sulla Pubblica Amministrazione scivolino nel cosiddetto “porto delle nebbie” verso la prescrizione.
​Contemporaneamente, l’appello viene esteso alla Procura Europea (EPPO) affinché verifichi la gestione degli appalti dal 2021 a oggi, analizzando il ricorso sistematico a varianti in corso d’opera che farebbero lievitare i costi lasciando le infrastrutture incompiute. L’obiettivo della rete “Argine” resterebbe quello di restituire sovranità allo Stato, garantendo che il lavoro di chi indaga venga tutelato e che il controllore non sieda mai allo stesso tavolo del controllato, affinché la legalità possa tornare a essere la regola e non un’eccezione”.

 

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