Giornata Alimentazione, l’allarme. 8,5 miliardi di cibo sprecato ogni anno in Italia

Dati terribili quelli inerenti la fame nel mondo, sono 820 milioni le persone colpite dalla denutrizione cronica. Le proporzioni sono enormi, perché le cause oltre ai conflitti sono da ricercare nelle condizioni climatiche e ambientali ed intanto nel mondo ad economia più avanzata, soprattutto nel mondo occidentale, vi è un enorme spreco alimentare come da tempo sosteniamo. Infatti se da una parte si muore di fame, nel mondo vi sono 672 milioni che soffrono di obesità ed oltre 1,3 miliardi sono le persone in sovrappeso.

E’ quanto commenta oggi nella Giornata dell’alimentazione Piergiorgio Benvenuti, presidente Nazionale del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE.

“Da tempo è alla ribalta il tema dello spreco alimentare, un problema planetario ma anche del nostro Paese, che ha notevolmente interessato i cittadini, a fronte di una evidente disattenzione da parte delle Istituzioni. Una famiglia media italiana getta circa 84 kg di
cibo in un anno, circa 36 kg. a persona. Ciò vuol dire in totale 2,2 milioni di tonnellate di cibo all’anno, per un costo complessivo di 8,5 miliardi di Euro, lo 0,6% del Pil nazionale.

“Finiscono nella spazzatura 12 miliardi di alimenti. Sono eclatanti due rilevazioni, durante le festività natalizie gli italiani buttano nella spazzatura cibo per 1 miliardo e 600 mila euro, mentre lo spreco –prosegue Benvenuti – nelle mense scolastiche è di 1/3 dei pasti”.

“Ricordo sempre – sostiene Benvenuti- che non consumare un litro di latte, lasciandolo scadere nel proprio frigorifero, vuol dire aver sprecato oltre 1.000 litri di acqua necessaria alla produzione di tale alimento”.

“Come ECOITALIASOLIDALE – prosegue Benvenuti- siamo a lavoro per istituire un tavolo tecnico per discutere di tale tematica, e stiamo programmando un convegno nazionale al termine del quale verranno sottoposte alle Istituzioni misure concrete da adottare nel nostro Paese in materia di spreco alimentare, di donazione dei prodotti alimentari invenduti, con riferimento alle linee volte ad armonizzare/semplificare il quadro di riferimento normativo della legge in vigore, la Legge Gadda, n. 166/2016. Ribadiamo l’importanza di accorciare la filiera della distribuzione e vendita dei prodotti preferendo prodotti a kilometro zero, considerando che mediamente consumiamo alimenti che percorrono 1.700 chilometri prima di arrivare sulle tavole degli italiani, e sono
necessarie quindi soluzioni concrete per aiutare l’economia locale ed evitare gli sperperi.

Infine rivolgiamo al neo Ministro dell’Ambiente e al Ministro dell’Istruzione di avviare, come più volte annunciato, nelle scuole italiane la materia di studio dell’Educazione ambientale, compresa la nostra proposta di inserire – conclude Benvenuti- nella stessa materia anche l’educazione alimentare per interessare sia le giovani generazioni che le famiglie italiane”.