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Aggressione all’Ucraina: La democrazia va difesa ad ogni costo

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Aggressione all’Ucraina: La democrazia va difesa ad ogni costo

La lettera de consiglieri di Nettuno: Roberto Alicandri, Marco Federici, Waldemaro Marchiafava, Antonio Taurelli 

L’immagine delle mamme ucraine che con gli occhi pieni di paura cuciono sui vestiti dei loro bambini il gruppo sanguigno è un’immagine talmente forte e talmente straziante che dovrebbe lasciare sgomento il mondo eppure nemmeno in questo momento le forze politiche italiane riescono a condannare unanimemente la follia di Putin. Non dimentichiamo certo i viaggetti di Salvini a Mosca con tanto di bandiera della Lega e foto con sorriso. Non dimentichiamo che ancora pochi giorni fa la Meloni ci parlava di Putin come di un sincero democratico da cui prendere esempio. Non dimentichiamo ovviamente nemmeno tutti gli altri che trasversalmente hanno sottovalutato il problema della democratura (democrazia-dittatura) russa. Quegli occhi spauriti di quei bambini devono scuotere le coscienze di tutti i democratici. Le voci tremanti di donne e uomini che sentono le proprie case bombardate devono far risvegliare dal torpore la maggioranza silenziosa che in questo Paese ha smesso di schierarsi. Il popolo ucraino sotto attacco non può e non deve essere lasciato solo. Le urla di dolore di questo popolo se non avremo il cuore di ascoltarle si trasformerà in sangue che ricadrà su tutti noi. L’Italia deve dare immediatamente una risposta forte, devono essere ad esempio come prima cosa sottratti tutti i denari che gli oligarchi russi e bielorussi hanno nelle nostre banche e devono essere utilizzati dall’Inps ad esempio per prestazioni speciali di lotta alla povertà. L’Italia di concerto con l’unione europea e la Nato deve colpire pesantemente tutti gli interessi del regime russo e di quello bielorusso, senza tentennamenti e senza doppiogiochi. Questi ovviamente sono solo degli esempi, ma tutti devono sapere che la democrazia va difesa ad ogni costo, AD OGNI COSTO. Perché un passo indietro oggi vorrebbe dire cedere le conquiste di decine di anni di pace, di libertà e di democrazia.

Roberto Alicandri
Marco Federici
Waldemaro Marchiafava
Antonio Taurelli