Finora sono 84 i corpi dei poveri giovani,recuperati nel tratto di mare tra le coste del Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta. Tutti ci chiediamo che cosa possa essere successo,per spingere circa 80.000 persone,in soli due giorni, ad attraversare la frontiera,sperando di arrivare nella ‘terra promessa’. Le risposte riferiscono di una serie di varie circostanze: i controlli allentati per la festa nazionale del Marocco; una sentenza della corte spagnola vietante il rimpatrio immediato dei migranti. Informazioni girate sui social, che avrebbero trascinato migliaia di derelitti a tentare la sorte. Sicuramente la concomitanza di più ragioni, comprese le più complottarde e meno dimostrabili, come quella dello zampino americano per punire l’antiipatico governo spagnolo, sono plausibili. Nessuna però riesce a spiegare pienamente la vera causa, che ha spinto tutta questa gente a muoversi insieme, a cercare una salvezza in un piccolo lembo di terra e che non ha trovato accoglienza umana, ma paura e respingimento. Tanto che la gran parte di loro è ritornata indietro spontaneamente in altrettanto poco tempo. Il bilancio finale: 84 morti finora ritrovati e tutti gli altri ritornati indietro sconfitti. La conseguenza più eclatante però è lo scatenamento della reazione parossistica della maggior parte dei paesi europei, terrorizzati ‘dall’invasione dei barbari’. Tra i quali si è distinto in particolare il nostro governo. Nessuno si è chiesto che cosa può aver spinto veramente quegli 84 giovanissimi disperati a trovare una morte così assurda. Solo la realtà,io penso,di una vita inumane e insopportabile può costringere una persona ad inseguire la speranza di una sopravvivenza migliore,rischiando di morire. Da questa verità dovrebbero partire i governi della civile Europa,per cercare soluzioni. Invece costruiscono muri, elevano barriere, illudendosi così di garantire i propri popoli. Non c’è salvezza se non recuperiamo la speranza nella solidarietà. I veri pericoli dell’umanità siamo noi stessi, se ci facciamo convincere che l’unica via d’uscita possibile sia quella di armarci l’uno contro l’altro.
Maria Vittoria Frittelloni



