GdF. Maxi evasione fiscale nel commercio di carburante: sequestro da due milioni di euro, denunciato imprenditore di Anzio

La Guardia di Finanza di Aprilia scopre maxi evasione dell’iva sui carburanti

Un decreto di sequestro preventivo per circa 2 milioni di euro è stato eseguito questa mattina, 18 novembre, dalla Guardia di Finanza della tenenza Aprilia a carico di un’importante società per azioni del luogo che opera nel commercio del carburante per autotrazione e del suo legale rappresentante, un imprenditore  residente ad Anzio. Quest’ultimo è stato denunciato per reati fiscali al termine di indagini coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano.

L’attività investigativa delle Fiamme Gialle di Aprilia ha permesso di ricostruire un’ingente commercializzazione all’ingrosso di carburante per autotrazione in evasone d’imposta, attraverso l’utilizzo da parte della società di fatture inesistenti, per un ammontare complessivo pari a circa 8 milioni di euro,che sono state portate in detrazione mediante registrazione nella contabilità aziendale, permettendo così di ottenere indebiti vantaggi fiscali ed economici.

In questo caso la disciplina fiscale riguardante l’Iva è stata evasa attraverso l’interposizione nelle operazioni di compravendita di società cartiere, destinate dunque soltanto “produrre” fatture false e a cessare il loro ciclo di vita nel giro di pochi anni, omettendo sistematicamente il versamento dell’imposta e dei contributi dovuti, per poi sparire completamente. Le indagini hanno permesso di accertare come la società di Aprilia fosse reale beneficiaria del meccanismo di frode, che le ha permesso negli anni di acquistare ingenti quantitativi di carburante a costi particolarmente concorrenziali e di rivenderlo conseguentemente a prezzi vantaggiosi per gli utenti finali, realizzando al contempo sia un consistente profitto illecito sia una distorsione della libera concorrenza a danno degli imprenditori onesti del settore. Il rappresentante legale della società è stato dunque denunciato per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

Sotto sequestro sono finiti conti correnti bancari e disponibilità finanziarie e commerciali, partecipazioni societarie e cospicue somme di denaro contante riconducibili alla società e al suo legale rappresentante ed è stata data esecuzione anche a una serie di perquisizioni locali disposte dalla Procura di Latina finalizzate ad individuare ulteriori beni di valore nella disponibilità dell’indagato da sottoporre a sequestro fino alla concorrenza del valore dell’imposta evasa quantificato in circa 2 milioni di euro.