Anzio, niente video lezioni per un bambino della terza elementare

Per l’emergenza Covid-19, dallo scorso 4 marzo le scuole hanno chiuso. 8 milioni e mezzo di studenti dai 6 ai 19 anni sono rimasti a casa. Per garantire il diritto allo studio è partita la didattica a distanza. Il comune di Anzio per questo ha messo a disposizione degli studenti un bonus di 170 euro, per la fornitura di tablet e strumenti e 60 euro per l’acquisto di supporti quali stampanti e toner più un bonus di 20 euro, per l’acquisto di schede dati per coloro che non hanno una connessione internet. Una misura straordinaria per mantenere costante l’integrazione tra studenti e docenti. Il percorso intrapreso in via emergenziale, non è stato condiviso però da tutti i plessi scolastici. Infatti una mamma di Anzio, ha avuto delle difficoltà con le maestre di suo figlio. Il bimbo che frequenta la terza elementare dalla chiusura della scuola, ha ricevuto dalle sue insegnanti solo compiti audio da svolgere, senza mai una video lezione. I suoi genitori hanno dovuto sostituirsi alle maestre. La mamma del bambino, ci ha fatto notare che non tutti potrebbero avere la capacità di spiegare le materie didattiche ai propri figli, soprattutto i genitori stranieri. Le maestre hanno risposto alle lamentele dei genitori, che le video lezioni sono facoltative ed ormai l’anno scolastico volge al termine, quindi se ne riparla a settembre. Una vera e propria doccia fredda, soprattutto in direzione opposta alle linee guida del Ministero dell’Istruzione, che in una nota ha sottolineato l’importanza di: “Mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, per combattere il rischio di isolamento e di demotivazione. Le interazioni tra docenti e studenti possono essere il collante che mantiene, e rafforza, la trama di rapporti, la condivisione della sfida che si ha di fronte e la propensione ad affrontare una situazione imprevista. È essenziale non interrompere il percorso di apprendimento. La declinazione in modalità telematica degli aspetti che caratterizzano il profilo professionale docente, fa sì che si possa continuare a dare corpo e vita al principio costituzionale del diritto all’istruzione”