Home Lettere e Opinioni Razza: Lettera ad Anzio, gli insegnamenti di mio padre

Razza: Lettera ad Anzio, gli insegnamenti di mio padre

0
Razza: Lettera ad Anzio, gli insegnamenti di mio padre
“Mio padre Comunista, fine anni 70 primissimi anni 80 mi diceva spesso:
se vuoi affermati in questo modello sociale e trovare un lavoro o creartelo, ed avere successo soprattutto qui ad Anzio con l’aria fascista che tira devi fare una cosa: iscriviti al Partito della Democrazia Cristiana o al peggio Partito Socialista (all’epoca Craxiano), mettiti in fila e aspetta il tuo momento…. arriverà, prima o poi arriverà bene o male qualcosa prenderai…. poi se invece non vuoi farlo guarda le mie mani…. erano spaccate e pieni di calli, faceva il muratore e ha finito di lavorare col fare l’operaio in una fabbrica di contenitori di cartone Vosa Cec indotto creato dalla Colgate-Palmolive della nostra cittadina, per gli ultimi 17 anni… il sabato e la Domenica facevamo piccoli restauri per mandare avanti una famiglia di 5 persone. Poi un giorno mi ha detto “con queste mani dolenti e spaccate ho fatto di tutto e non ho dovuto mai vendermi a nessun parassita politico di questo paese, le loro mani quando le stringi sono mollicce e spesso sudate( non per lavoro) , ma soprattutto fredde, assenti e bugiarde…. ho vissuto il Nazifascismo e i politici di oggi fondamentalmente sono come loro: vorrebbero toglierti Dignità e Onore perché loro non hanno nessuno dei 2 e ti vorrebbero come loro perché sanno di non valere nulla e strisciano sempre come Vermi, cosa che tu figlio mio non puoi fare, non hai la stoffa adatta mamma ha sbagliato a cucirti la camicia giusta”. Grazie papà avevi ragione io non potevo farlo tu mi hai insegnato bene che la merda puoi cospargerla di cioccolato ma sempre merda rimane, non sono riuscito a vendermi a nessuno, perché quelle mani dignitose e onorate le ho sempre impresse nella mente e nel cuore❤ ciao Eliano, guardami e proteggimi sei in me”.
Publio Razza