“A un anno dall’assegnazione della concessione del porto al Comune di Anzio, il bilancio della gestione appare segnato da confusione, scelte discutibili e numerose criticità.
Siamo già al terzo affidamento diretto per la gestione del personale, con il sospetto di un frazionamento artificioso degli importi al di sotto della soglia dei 140.000 euro. Una modalità che, se confermata, solleverebbe interrogativi rilevanti sul rispetto delle norme in materia di appalti pubblici.
Preoccupa inoltre la gestione delle assunzioni, con selezioni effettuate direttamente in Comune e una forte percezione di discrezionalità.
L’Assessore al Demanio, riguardo i lavoratori, avrebbe dichiarato di aver inserito clausole sociali per tutelarli, ma i fatti potrebbero raccontare altro: due dipendenti a tempo indeterminato della Capo d’Anzio non sono mai stati riassorbiti, mentre sono stati assunti lavoratori con minori requisiti e qualifiche, tra cui anche un candidato nelle liste del Partito Democratico.
Sul piano economico, il PEF (Piano Economico Finanziario) approvato in Consiglio comunale si sta rivelando lontano dalla realtà. A fronte dei 230 posti barca previsti, le domande valide sono state 202, ma i pagamenti effettivi si fermano a 149. Numeri ben distanti dai 550 contratti registrati nella precedente gestione.
Le ragioni di questo divario restano da chiarire: incide forse l’aumento del 22% dei costi annuali? Oppure la persistente carenza di servizi e delle più basilari condizioni di sicurezza?
Nel frattempo, si interviene con “poca” sicurezza nei lavori per l’impermeabilizzazione degli uffici, mentre restano aperte questioni ben più rilevanti per lavoratori e operatori del porto.
Mai come oggi si registra una distanza così marcata tra il racconto dell’amministrazione e la realtà dei fatti. Una comunicazione autoreferenziale che rischia di oscurare problemi concreti, mentre crescono le preoccupazioni per possibili dinamiche di favoritismo e gestione poco trasparente.
Colpisce, infine, il silenzio delle associazioni del territorio, anche di fronte a vertenze che riguardano diritti fondamentali dei lavoratori, oggi costretti a rivolgersi ai tribunali con il supporto delle organizzazioni sindacali.
Un anno dopo, le domande superano di gran lunga le risposte”.
Lista Turano



