“Siamo fortunati, a volte, incredibilmente fortunati, se consideriamo di essere nati, in quella parte del Mondo, dove le principali libertà civili vengono tutelate e dove l’accesso ai beni materiali essenziali, come l’acqua potabile, i generi alimentari e poter dormire comodamente non trovano particolari ostacoli. Di sicuro, la perfezione non appartiene a questo Mondo e, sicuramente, molti di noi vorrebbero migliorare qualcosa, se potessero. Eppure, ascoltando certi profeti, sembrerebbe che la soluzione di ogni problematica nazionale sia percorribile con un’eventuale fuoriuscita dell’Italia dall’Unione europea, dall’Eurozona oppure da ogni altra forma di organizzazione internazionale congeniata dalla fine della Seconda guerra mondiale fino ai nostri giorni. Diventa lecito domandarsi: ne siamo particolarmente convinti?
Risulta, quanto meno, necessario osservare le condizioni nelle quali vive il restante genere umano. Il tema non riguarda soltanto la tutela delle già menzionate libertà costituzionali, oppure del soddisfacimento dei minimi criteri per accedere ai beni di prima necessità sopra descritti; ad oggi, con le numerose crisi internazionali, l’argomento in agenda della sicurezza assume una sua peculiarità. Di fatto, Papa Francesco ha definito la situazione geopolitica attuale come una: “Terza guerra mondiale a pezzi.” È una definizione forte che evidenzia l’elevata instabilità del sistema internazionale odierno, caratterizzato da progressive e maggiori conflittualità regionali, a partire dalla guerra russo-ucraina per passare alla recrudescenza del conflitto nel Medio Oriente, nel quale le vittime sono spesso civili inermi, significando il coinvolgimento delle fasce sociali maggiormente vulnerabili, come le donne, i bambini e gli anziani.
In un contesto globale contrassegnato da stravolgimenti e continue sfide, l’Unione europea deve essere pronta per garantire la libertà e l’indipendenza dei suoi cittadini, sapendo unire le proprie forze, in nome della sicurezza e della prosperità, proteggendo le nostre conquiste civili e sociali, potendo decidere in che tipo di società e democrazia vogliamo vivere. Il 9 maggio celebriamo la Giornata dell’Europa. Il 9 maggio 1950 il ministro degli Esteri francese Robert Schuman ha pronunciato un discorso storico in cui presentava un piano per una maggiore cooperazione in Europa. Il discorso, noto come “dichiarazione Schuman”, ha aperto la strada a una nuova era di pace, integrazione e cooperazione in tutto il continente, gettando le basi di quella che oggi è l’Unione europea.
Insieme a Robert Schuman, vogliamo ricordare altri due grandi e importanti statisti di quell’epoca storica, appena successiva alla tragedia e alla catastrofe della guerra, un’epoca fatta di riconciliazione, sacrificio e dedizione: il Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, Konrad Adenauer, e il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, Alcide De Gasperi. Animati dal medesimo spirito di servizio per le rispettive comunità nazionali, De Gasperi, Schuman e Adenauer non si limitarono a ricostruire l’Europa dalle macerie: ebbero il coraggio di sognare una patria comune. Questi tre uomini di frontiera – mi preme ricordare, tutti e tre cristiani cattolici – hanno saputo costruire ponti invece di mura. La loro lezione è un monito permanente: l’Europa non è un’astrazione burocratica, ma una ‘solidarietà di fatto’ che va alimentata ogni giorno”. Lo dichiara in una nota il presidente del consiglio comunale di Anzio Gabriele Federici.



