Tre ordinanze per affrontare una fase definita “straordinaria e temporanea” e garantire la continuità del servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti. Ma a Roma si ricicla poco e male.
A firmarle è stato il commissario straordinario per il Giubileo e sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, dopo la riduzione della capacità di trattamento e smaltimento dovuta alla temporanea indisponibilità di diversi impianti regionali, nazionali ed esteri segnalata da Ama.
Nelle ultime settimane, spiegano dal Campidoglio, diversi impianti dove vengono conferiti i rifiuti romani sono stati interessati da una serie di criticità che ne hanno limitato o bloccato la capacità di ricezione.Una situazione che ha rallentato temporaneamente la regolare raccolta in alcuni quadranti della città. E in diverse zone, come segnalato da più parti, sono ricomparsi i sacchetti di immondizia abbandonati vicino ai cassonetti già pieni.
Le ordinanze, della durata massima di 60 giorni, riguardano gli impianti Ama di Rocca Cencia, Ponte Malnome e viale dei Romagnoli. I provvedimenti autorizzano un aumento temporaneo dello stoccaggio dei rifiuti urbani indifferenziati e dei materiali derivanti dalla tritovagliatura, aumentandone nel contempo la capacità operativa degli impianti.
Raccolta differenziata fatta male?
Dai dati regionali risulta che nel corso del 2025 solo metà dei rifiuti raccolti (830.000 su 1.700.000 tonnellate) sono stati inviati a riciclo proprio per la pessima qualità della raccolta differenziata, dove si trova di tutto e di più con varie tipologie di scarti mischiate.
Il motivo? i cassonetti stradali. Nei grandi contenitori colorati, anche se vietato, ognuno può buttare ciò che vuole. Sono sulle vie pubbliche aperti per tutti, quindi nessuno alla fine nessuno è responsabile. Solo il porta a porta potrebbe indurre a differenziare i rifiuti prodotti individualmente nei contenitori assegnati ad una utenza, o al massimo nei contenitori assegnati al proprio palazzo, con controlli da parte degli operatori dell’Ama ed eventuali richiami e sanzioni. Niente si può fare senza la responsabilizzazione e il coinvolgimento dei cittadini per produrre meno rifiuti disincentivando l’usa e getta e per differenziare correttamente già in casa propria, i rifiuti prodotti.
L’idea di realizzare un mega termovalorizzatore o inceneritore a Santa Palomba per bruciare i rifiuti indifferenziati per produrre energia, è una chiara dichiarazione di impotenza, che viola le direttive europee tese alla riduzione dell’inquinamento. Una sconfitta delle politiche green alle quali l’amministrazione Capitolina dice di ispirarsi.



