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Capitozzature, la strage silenziosa degli alberi di città

Tagli drastici e indiscriminati stanno mutilando il verde urbano. Esperti e agronomi lanciano l’allarme: “Così gli alberi diventano più pericolosi, si ammalano e muoiono prima”. E i costi per i Comuni aumentano.

Tronchi nudi che si ergono come pali del telegrafo ai lati delle strade. Chiome eliminate, rami tagliati di netto. È il paesaggio che la capitozzatura lascia ogni anno nelle città italiane. Una pratica presentata spesso come “potatura di sicurezza”, ma è meglio parlare di potatura a risparmio, ma che, secondo la letteratura scientifica e gli addetti ai lavori, è tra le principali cause di degrado e morte prematura del patrimonio arboreo urbano.

Che cos’è la capitozzatura
La capitozzatura è il taglio drastico dei rami principali o del fusto, con rilascio di grossi monconi privi di rami laterali e foglie. L’albero viene privato in una sola volta anche del 50-100% della chioma. Il risultato: quella che doveva essere manutenzione diventa una mutilazione.

Danni che la capitozzatura provoca
Indebolisce e fa ammalare la pianta. Togliere le foglie significa togliere la “centrale energetica” dell’albero. Per sopravvivere, la pianta è costretta a consumare le riserve e produce rami lunghi ma fragili, detti “succhioni”. Le grandi ferite non si rimarginano e diventano porte d’ingresso per funghi, carie e insetti.
Aumenta la pericolosità. I nuovi rami sono mal ancorati agli strati superficiali del legno e possono schiantare improvvisamente, anche con rami di grandi dimensioni. Contrariamente a quanto si pensa, un albero capitozzato è più vulnerabile al vento.
Distrugge l’estetica e il valore. La forma naturale dell’albero viene annientata per sempre: non potrà mai più tornare alla sua struttura originale. D’inverno restano solo monconi “senza vita”. Il deprezzamento per una proprietà con alberi mutilati è stimato tra il 20 e il 30%.
Costa di più al Comune e ai cittadini. Un albero capitozzato richiede interventi ravvicinati per contenere i ricacci e spesso muore prima, imponendo costi di abbattimento e sostituzione. Nel medio-lungo periodo, i costi superano di gran lunga quelli di una potatura corretta.

Perché si continua a farla?
Il motivo principale è l’apparente economicità: è un intervento veloce che non richiede manodopera specializzata. “È una tecnica scelta perché non richiede particolari capacità da parte degli operatori”. Dirada gli interventi, invece di una potatura l’anno, magari si fa ogni due anni. L’idea che riduca il pericolo o limiti la crescita è smentita dai fatti: l’albero diventa più instabile.

L’alternativa esiste: potare bene
Tecniche corrette come il “taglio di ritorno” permettono di ridurre volume e altezza senza compromettere salute e stabilità. Si taglia in corrispondenza di un ramo laterale che abbia almeno 1/3 del diametro del ramo asportato, asportando non oltre il 30% della chioma. Fondamentale affidarsi ad arboricoltori certificati, come gli European Tree Worker.

La voce dell’esperto
Ne abbiamo parlato con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Roma.
“La capitozzatura è da considerarsi una malpratica. Lascia ferite che l’albero non riesce a compartimentare, indebolendolo strutturalmente e fisiologicamente. I ricacci che si formano sono epicormici, mal inseriti sul legno, e hanno un’elevata propensione al cedimento. È falso che metta in sicurezza: nel giro di 3-5 anni quell’albero è più pericoloso di prima e ci sarà costato il doppio tra nuove potature e rischio di abbattimento. La legge e i CAM sul verde pubblico la vietano. Serve formazione per le ditte e capitolati d’appalto scritti da tecnici.”

La capitozzatura è infatti vietata dalla legge e dai Criteri Ambientali Minimi per il verde pubblico.

Cosa chiedere ai Comuni
1. Stop alla capitozzatura nei capitolati d’appalto, con penali per chi la esegue.
2. Affidamento solo a ditte con arboricoltori certificati e direzione lavori di un agronomo.
3. Piani di gestione del verde basati su censimenti e valutazione di stabilità, non su tagli a calendario.
4. Potature di formazione sui giovani alberi per evitare interventi drastici quando sono adulti.

Gli alberi sono infrastrutture verdi: ci proteggono dal caldo, puliscono l’aria, assorbono acqua. Ogni capitozzatura è un danno al bene comune e alla sicurezza dei cittadini.

 

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Claudio Pelagallo
Claudio Pelagallohttp://www.inliberauscita.it
Giornalista pubblicista, iscritto all'albo Nazionale dal 1991. Ordine Regionale del Lazio. Ha collaborato come corrispondente con diverse testate: Il Messaggero, Il Tempo, Il Corriere dello Sport, La Gazzetta di Parma. Direttore responsabile del quotidiano "Inliberauscita"

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