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«Il cinema, patrimonio del Paese» le parole di Mattarella, le promesse del governo e la protesta dei lavoratori

Rete #NoBavaglio

Roma – Alzare la voce per salvare il cinema e la cultura. A farlo, dal luogo più alto delle istituzioni, è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha dato voce all’Sos lanciato da un settore attraversato da orgoglio e precarietà, premi e proteste. Il cinema italiano si racconta così oggi: come un patrimonio nazionale riconosciuto e celebrato, ma anche come un’industria in affanno, segnata dall’incertezza del lavoro e dalla fragilità dei sostegni pubblici.

Le parole pronunciate ieri al Quirinale, durante l’incontro con le candidate e i candidati ai Premi David di Donatello 2026, hanno rilanciato il dialogo tra istituzioni e comparto audiovisivo alla vigilia della cerimonia di premiazione in programma questa sera a Cinecittà, in diretta su Raiuno. Un appuntamento che si svolgerà mentre, all’esterno degli studios, è annunciata la protesta del movimento di lavoratrici e lavoratori del cinema

#Siamoaititolidicoda.

Mattarella: «Il cinema deve continuare il suo cammino, perché è il nostro cammino»

Nel suo discorso, il presidente della Repubblica ha rivolto un messaggio che è insieme incoraggiamento e presa d’atto delle difficoltà: «Auguro a tutti voi, e anche ai vostri colleghi che non sono qui oggi, a tutto il cinema, insomma, di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti. Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino». Mattarella non ha eluso il clima di preoccupazione che attraversa il settore:«Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro.
Ma sono certo che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze».

E ha ribadito il ruolo centrale del cinema nella vita culturale del Paese: «Il cinema è un patrimonio del Paese che, come tale, va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato, nelle produzioni come anche nelle sperimentazioni».

Parole pronunciate davanti a una platea che riuniva più generazioni del cinema italiano: da Francesco Sossai, rivelazione della stagione con Le città di pianura (16 candidature), a Tecla Insolia, in corsa come attrice protagonista per Primavera; da Paolo Sorrentino, con La grazia forte di 14 candidature, a Vittorio Storaro, che riceverà il premio speciale Cinecittà David 71; da Matilda De Angelis, candidata come attrice non protagonista per Fuori, fino a Gianni Amelio, cui andrà il David alla carriera.

La lettera delle associazioni: «I governi si alternano, il cinema resta»

A rendere esplicito il malessere del settore è stata anche la lettera aperta inviata al Capo dello Stato e firmata da tutte le associazioni di categoria del cinema e dell’audiovisivo, che rappresentano oltre 120 mila lavoratrici e lavoratori. A leggerne un estratto è stata Piera Detassis, presidente e direttrice artistica della Fondazione Accademia del Cinema Italiano:«I governi si alternano, il cinema resta. Ha un respiro più lungo, una memoria più profonda. Per questo chiediamo, ancora una volta e con una voce sola, che il confronto con le istituzioni sia reale, aperto e costruttivo. Servono regole condivise per garantire la stabilità e l’equilibrio dei sostegni pubblici al settore e, soprattutto, la dignità di tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Perché non c’è Italia senza cinema».

Gli ARTISTI e le ARTISTE della rete #NOBAVAGLIO esprimono pieno sostegno a tutte le forme di mobilitazione intraprese dalle organizzazioni di attrici e attori, autrici e autori, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo contro i pesanti tagli decisi dal Governo Meloni al settore del cinema e dell’audiovisivo.

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