“Le malattie rare e i tumori rari condividono criticità che non possono più restare irrisolte: diagnosi tardive e percorsi di cura frammentati, che spesso costringono i pazienti e le famiglie ad attraversare passaggi complessi, con tempi troppo lunghi e una continuità assistenziale non sempre garantita. Come Regione Lazio dobbiamo superare le disomogeneità, che ancora oggi caratterizzano l’accesso ai servizi e costruire percorsi davvero capaci di accompagnare la persona in modo uniforme e tempestivo. È una questione di diritti, ma anche di appropriatezza delle cure.
L’obiettivo indicato è quello di integrare le reti cliniche e oncologiche per arrivare a PDTA più fluidi, ovvero Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali più coerenti, condivisi e orientati alla continuità tra diagnosi, presa in carico, trattamento e follow-up. In sintesi, la proposta si fonda su una nuova governance, finalizzata a garantire a tutti i pazienti – indipendentemente dal luogo di residenza – un accesso equo e rapido a cure innovative e a centri specializzati, rafforzando il coordinamento tra strutture, specialisti e reti dedicate. L’integrazione tra reti cliniche e oncologiche deve tradursi in percorsi concreti, misurabili e capaci di ridurre tempi di attesa e discontinuità. Mettere al centro l’urgenza diagnostica e la continuità terapeutica significa migliorare davvero la qualità delle cure e la risposta al bisogno dei pazienti”.
Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, intervenuto questa mattina al convegno “Malattie rare e tumori rari: innovazione terapeutica e linee di indirizzo per la regione Lazio”, presso la Sala della biblioteca Spinelli – regione Lazio



