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La morte delle Pinete. Perché è stato quasi impossibile curare la cocciniglia del Pino

Triste assistere al paesaggio che cambia. La cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis) ha colpito gravemente le pinete di pino domestico (Pinus pinea) in Italia, con epicentro nel Lazio (in particolare a Roma, dove ha colpito l’80% dei pini), in Toscana e in Campania. L’infestazione sta devastando pinete litoranee, aree urbane, parchi storici e i filari di pini sulle strade.
Nel Lazio le aree più colpite sono state quelle:
di Roma e Provincia: Aree storiche e parchi (Aventino, San Saba, Fori Imperiali, Caracalla, Appia Antica) e il litorale (Castelfusano, Ostia, Pineta Sacchetti).
Litorale Laziale: Vaste zone costiere, incluse le pinete di Lido dei Pini tra Anzio e Ardea e quella della Campana a Nettuno.

La lotta alla cocciniglia del pino, in particolare alla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), è estremamente difficile e spesso considerata inefficace su larga scala a causa di una combinazione di fattori biologici del parassita e limitazioni pratiche nei trattamenti. Sebbene non sia biologicamente “impossibile” curare una singola pianta con iniezioni mirate, debellarla in un intero ecosistema o su pini di grandi dimensioni è quasi irrealizzabile.
Ecco i motivi principali:
Protezione cerosa impenetrabile: La cocciniglia, una volta insediata, produce uno scudo ceroso (che le dà l’aspetto di una tartaruga) sotto il quale vive e depone le uova. Questo guscio protegge l’insetto dai comuni insetticidi a contatto, rendendo inefficaci le normali irrorazioni.
Ciclo vitale nascosto: Le femmine si posizionano nelle fessure della corteccia e sulla pagina inferiore degli aghi, luoghi difficili da raggiungere. Inoltre, producono più generazioni all’anno, rendendo necessaria una tempistica dei trattamenti estremamente precisa, che spesso non coincide con la disponibilità degli operatori.
Altezza e dimensioni dei pini: I pini domestici sono alberi alti, rendendo difficile, pericoloso e inefficace spruzzare insetticidi su tutta la chioma. Spesso non si riesce a coprire la totalità della pianta, lasciando sacche di parassiti che ricolonizzano l’albero.
Limitazioni ambientali e normative: In aree urbane, parchi o zone protette, l’uso di insetticidi sistemici a largo spettro è vietato o limitato per proteggere la salute umana, le api e altri insetti impollinatori.
Elevata capacità di diffusione: La cocciniglia si diffonde facilmente attraverso il vento, gli uccelli o il movimento di materiale legnoso infestato (potature non gestite correttamente), rendendo vani i trattamenti localizzati se l’area circostante rimane infetta.
Come si sta provando a gestire il problema (endo-terapia)
L’unica tecnica realmente efficace, sebbene.molto costosa, è l’endo-terapia (iniezioni nel tronco). Questo metodo immette l’insetticida direttamente nel sistema vascolare del pino, trasportandolo fino agli aghi e uccidendo l’insetto dall’interno, superando lo scudo ceroso. Tuttavia, questo richiede personale specializzato e non è applicabile su tutti i pini, specialmente in boschi estesi.
In sintesi, la cocciniglia del pino è difficile da curare perché è un parassita molto ben protetto, si riproduce velocemente ed è posizionato su alberi alti in contesti difficili da trattare chimicamente in modo estensivo.

La Riforestazione. Le pinete morte rappresentano un pericolo (caduta alberi) quindi è urgente intervenire nelle aeree aperte al pubblico e sulle strade. Nel contempo si rende necessario un programma Nazionale di Riforestazione. Questa deve essere gestita sostituendo le essenze con specie più resistenti e magari diversificando e inserendo specie autoctone o più resilienti e/o più adatte al nuovo contesto del cambiamento climatico.

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Claudio Pelagallo
Claudio Pelagallohttp://www.inliberauscita.it
Giornalista pubblicista, iscritto all'albo Nazionale dal 1991. Ordine Regionale del Lazio. Ha collaborato come corrispondente con diverse testate: Il Messaggero, Il Tempo, Il Corriere dello Sport, La Gazzetta di Parma. Direttore responsabile del quotidiano "Inliberauscita"

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