“A casa tutti bene”, stasera al cineclub il film sul declino della famiglia italiana

A CASA TUTTI BENE è un Film che racconta il declino inesorabile del modello ideale della famiglia italiana ma anche del ritratto che il cinema ha dato di essa in molti dei film prodotti negli ultimi vent’anni.
Contrariamente a quanto il titolo può lasciare intendere, nella famiglia allargata protagonista del nuovo film del regista Gabriele Muccino non c’è nulla di sereno o di ottimista. Diciassette anni dopo il grande successo de “L’ultimo bacio”, Muccino guarda inevitabilmente alle tragicomiche dinamiche della commedia all’italiana di Risi, Monicelli, Pietrangeli, Salce e Scola, ma i mostri di una volta non ci sono più e a essere cambiati sono anche la famiglia italiana e il modo di intenderla. La borghesia tradizionale si è estinta da tempo; l’agiatezza, frutto del boom economico post-bellico, è andata via via svanendo. Quella che Muccino ci propone, mettendola alla berlina, è la famiglia che ingaggia una disperata lotta per la sopravvivenza, in balia della precarietà, che aspetta un nuovo boom, che chissà se mai arriverà. Va avanti a denti stretti, fingendo o illudendosi di stare bene, crogiolandosi in un finto benessere che non si può più permettere, sbocconcellando quanto è ancora rimasto del tesoro accumulato, ereditato e speso con parsimonia dai padri, a loro volta figli del dopoguerra.
A Ischia, una quindicina di parenti si ritrova per celebrare le nozze d’oro del ristoratore di successo Pietro (Ivano Marescotti) e della moglie Alba (Stefania Sandrelli). Dal loro matrimonio sono nati tre figli: Carlo (Pierfrancesco Favino), il primogenito senza mordente e separato che ha una figlia con l’ex moglie Elettra (Valeria Solarino), con cui non c’era feeling, e un’altra con la nuova compagna Ginevra (Carolina Crescentini), con cui, se possibile, le cose vanno ancora peggio; Sara (Sabrina Impacciatore), che vive in una bolla di vetro e si trincera dietro un apparente felicità coniugale per non affrontare in faccia la realtà; e Paolo (Stefano Accorsi), figlio ribelle, l’eterno ragazzo che ha mandato in fumo una relazione stabile, che si porta appresso un figlio, che giustifica le continue fughe d’irresponsabilità e i viaggi solitari come modi per trovare fonti d’ispirazione alla sua attività di scrittore e che puntualmente ci casca con Isabella (Elena Cucci), la cugina frustrata e infelice. E, ancora, c’è Riccardo (Gianmarco Tognazzi), cugino sfaccendato e irresponsabile che aspetta un bambino da Luana (Giulia Michelini), che a sua volta ha un fratello, Sandro (Massimo Ghini), affetto da Alzheimer, la cui moglie Beatrice (Claudia Gerini), è pronta a rinchiuderlo in una clinica specializzata perché vuole invecchiare con qualcuno che si prenda cura di lei. Nel momento in cui il mare grosso e un temporale improvviso impediscono le partenze dei traghetti, gli invitati sono costretti a prolungare soggiorno e convivenza e si sprigionano gli odi sopiti …
A CASA TUTTI BENE è una provocazione già dal titolo. La locandina è un insieme di falsi sorrisi, di maschere, dove tutti si prestano a un pirandelliano gioco delle parti. Litigano, urlano, piangono, si mettono le mani addosso i protagonisti del film, ma più di ogni altra cosa parlano, tanto, si mettono a nudo. La famiglia non è un porto sicuro, ma un oceano in tempesta. L’utopia è quella di costruirsi una vita “normale”, in cui i drammi non esistano e la felicità regni sovrana. Questa volta Muccino è riuscito a infondere al suo tipico stile irrequieto e alle sue storie corali una cattiveria inedita, che porta a far detestare ciascuno dei personaggi del Film. Al tempo stesso, però, è un film vero, attuale, una radiografia che evidenza un male interiore comune a tutti, di cui però si vuole negare l’evidenza.
A CASA TUTTI BENE sarà proiettato Lunedì 26 novembre, nell’ambito della 28^ edizione della Rassegna “Invito al cinema”, presso il Cinema Moderno Multisala di Anzio, agli orari: 16,15 – 18,15 – 20,15.
A CASA TUTTI BENE viene proiettato in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne” del 25 novembre. È un modo per partecipare e sostenere il Progetto “POSTO OCCUPATO”, che intende ricordare, attraverso l’occupazione simbolica di un posto a sedere, le donne vittime di violenza.
(a cura del cineclub “La dolce vita”)