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All’IC Anzio V, “Sostare con… incontrare l’altro”: una giornata di dialogo, ascolto e umanità condivisa

All'IC Anzio V, "Sostare con... incontrare l'altro": una giornata di dialogo, ascolto e umanità condivisa 1

Giovedì 21 maggio si è svolta, presso l’IC Anzio V, la Giornata per il Dialogo Interreligioso: un momento intenso di riflessione, incontro e partecipazione che ha coinvolto studenti, docenti, famiglie e rappresentanti del territorio, in un percorso dedicato al valore dell’ascolto reciproco e della convivenza tra culture e religioni diverse.

L’evento si è aperto e chiuso con l’esibizione del coro dell’Istituto, prendendo avvio con i saluti iniziali e l’introduzione del professor Giovanni Mattia, che ha presentato il significato della giornata e il valore educativo del dialogo come strumento di crescita umana e civile.

Successivamente, gli alunni hanno portato in scena una drammatizzazione del testo “Il diritto di essere diversi”, offrendo una riflessione intensa sul rispetto dell’identità e della dignità di ogni persona.

Altri studenti hanno poi recitato alcune poesie particolarmente significative: “Uomo del mio tempo”, “Darsi pace” e “Se questo è un uomo”, accompagnando il pubblico in un percorso di memoria, consapevolezza e responsabilità umana.

Momento particolarmente emozionante è stata la lettura finale di una poesia di Gianni Rodari “Promemoria” in diverse lingue: panjabi, urdu, inglese, ucraino, romeno, russo e italiano, simbolo concreto della ricchezza culturale presente nella comunità scolastica di Anzio V e della possibilità di sentirsi uniti pur nella diversità delle lingue, delle storie e delle tradizioni.

Alla giornata hanno preso parte la dott.ssa Gloria Conti, direttrice dell’Ufficio Diocesano per l’Educazione, la Scuola e l’IRC, padre Vladimir Laiba del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, responsabile del coordinamento teologico del SAE e parroco della comunità di San Nicola di Anzio-Lavinio, Mustafa Cenap Aydin, direttore dell’Istituto Tevere – Centro per il Dialogo Interreligioso di Roma, e Don Franco Poli, Vicario del Vescovo, che ha portato i saluti del Vescovo alla comunità scolastica e ai presenti.

Il confronto, moderato dalla dott.ssa Gloria Conti, ha evidenziato l’importanza di costruire una società dialogica che parta dal riconoscimento dell’altro come persona umana, portatrice di diritti e doveri. È emerso con forza il valore del dialogo come spazio privilegiato per la costruzione di una comunità autenticamente umana, fondata sul rispetto reciproco, sull’ascolto e sulla responsabilità condivisa.

Le parole dei relatori, coinvolti con il supporto dell’ufficio ecumenico e dialogo interreligioso della diocesi di Albano, hanno sottolineato come il concetto di “diversità” debba essere superato dal riconoscimento della persona umana, come luogo privilegiato dell’incontro, spazio sacro di costruzione di significati e relazioni. È stato ribadito come il senso profondo dell’umano nasca proprio dalla capacità di riconoscere nell’altro non una distanza, ma una possibilità; non una minaccia, ma una voce da ascoltare; non qualcuno da temere, ma qualcuno da incontrare.

Durante l’evento, gli interventi degli alunni hanno dato ulteriore forza a questo messaggio, mostrando come sia proprio nell’ascolto reciproco che possiamo ritrovare ciò che conta davvero: la nostra comune umanità.

In chiusura, la Dirigente scolastica Angela Rosato ha sottolineato come la giornata abbia rappresentato un momento importante per la comunità scolastica e per il territorio in cui la scuola è inserita “una realtà caratterizzata da una grande ricchezza umana e culturale dove persone provenienti da Paesi, tradizioni e percorsi differenti condividono quotidianamente gli stessi spazi, le stesse esperienze e gli stessi desideri di futuro”.

“Non è stata soltanto un’occasione di confronto – ha continuato la Dirigente – ma, soprattutto, una testimonianza concreta dei valori in cui la nostra scuola crede profondamente. Solo attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e l’ascolto autentico possiamo costruire comunità più giuste, più unite e più umane”.

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